Sotto la neve… miele | Cortina UP

Sotto la neve… miele

Mar 24 2018

Sotto la neve… miele

Sciolta la neve, dai prati ridati alla luce sbucano le erbe spontanee, tra le quali il tarassaco.

Gioia e delizia delle nostre tavole! Gioia perchè poterle andare a raccogliere significa che è arrivata la primavera, delizia perchè sono buone! E vista la limitata disponibilità per un breve periodo dell’anno, le apprezziamo ancora di più.

Però attenzione: si possono raccogliere solo se si conoscono bene, altrimenti si rischia di raccogliere erbe nocive !!!

Nella tradizione popolare sono diversi i piatti che si usava preparare con queste erbe, che venivano utilizzate volentieri in tempo di carestia, ma ancora oggi molte signore del posto non vedono l’ora di poterle raccogliere e cucinare.

Noi abbiamo scelto di darvi qui la ricetta del “Mièl de radicio”, miele di tarassaco, che oltre ad essere molto buono è
un ottimo integratore per curare i disturbi delle vie respiratorie e si ricava dai fiori di tarassaco, che vanno raccolti appena sbocciati e in zone “pulite”, quindi almeno lontano dalle strade.

La ricetta: Miele di Tarassaco

Ingredienti:
400gr di fiori di tarassaco freschi (senza gambo)
1,5 kg di zucchero
2 lt di acqua
3 limoni
2 chiodi di garofano

  • Portare ad ebollizione l’acqua, immergervi i fiori e lascarli bollire per 2 ore
  • Togliere dal fuoco e filtrare il liquido prima con un setaccio e poi con una garza
  • Aggiungere al liquido il succo dei limoni, lo zucchero ed i chiodi di garofano.
  • Rimettere sul fuoco e far cuocere a pentola coperta per 1 ora a famma bassa mescolando di tanto in tanto

A questo punto avrete ottenuto il miele che dovrà essere filtrato nuovamente con la garza e lasciato riposare per un paio d’ore.

Per conservarlo, travasare il miele in vasetti a chiusura ermetica, sterilizzati e riposti al fresco.

(Ricetta liberamente tratta dal libro “La cucina delle Dolomiti” di Dino Dibona)

Il tarassaco, erba spontanea

Tarassaco è il nome di una pianta selvatica appartenente alla famiglia delle Composite, genere araxacum, la più nota delle quali è il “Tarassaco comune” (Taraxacum officinale) conosciuto anche come “dente di leone”.

Il termine “tarassaco” deriva dal verbo greco tarasso (io guarisco) ed è una allusione alle considerevoli proprietà attribuite al succo lattiginoso della radice di questa pianta.

Proprietà del tarassaco

Il tarassaco è una pianta ricca di sostanze benefiche per il nostro organismo.

La natura ci mette a disposizione questi rimedi nei periodi in cui ne abbiamo più bisogno. Quindi in primavera il tarassaco è una delle erbe spontanee che ci aiuta ad affrontare il cambio di stagione depurando il nostro organismo dalle tossine accumulate durante l’inverno e stimolando le difese del sistema immunitario.

Del Taraxacum officinale si raccolgono le foglie con un pezzetto di radice, proprio perchè entrambe sono ricche di proprietà depurative dato che, grazie ai principi amari, stimolano le funzionalità del fegato, della bile e dei reni.
! Occorre praticare un taglio orizzontale al colletto per permettere alla radice di produrre una nuova pianta.

Inoltre, grazie alla presenza di flavonoidi e sali di potassio, il tarassaco aiuta l’organismo ad eliminare i liquidi in eccesso ed è indicato in caso di ipertensione, ritenzione idrica e cellulite.

Chi ha problemi epatici potrà trovare beneficio dalle proprietà antinfiammatorie nei confronti del fegato.

Tarassaco in cucina

Del tarassaco possiamo utilizzare in cucina sia i fiori, per preparazioni come il miele di tarassaco, sia le foglie crude, quando sono ancora giovani e tenere, per arricchire insalate o con le uova sode condite. Oppure tutte le foglie possono essere cotte ed accompagnate ad altri ingredienti nella preparazione di frittate, torte salate, minestre.

Dato il gusto amarognolo, è comunque consigliabile mescolare il tarassaco con altre verdure più delicate come le bietole e gli spinaci, oppure anche ortiche.

Raccogliere o coltivare il tarassaco

Il Taraxacum officinalis si può raccogliere dalla primavera all’autunno nei campi in tutta Italia, dove ci siano clima e ambiente pulito, quindi in particolare in montagna o in collina.

La pianta è perenne e in climi favorevoli può essere seminata in primavera e coltivata per tutto l’anno. Anche se le foglie scompaiono durante l’inverno, la radice sopravvive a primavera nascono le nuove piante.

Il tarassaco è anche coltivabile in vaso, purchè largo e profondo, esposto al sole e con irrigazione regolare.

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